90129 PALERMO - Via Alfredo Cuscinà 10
091.6572198 - 091.6572208
info@istitutotrinacria.it

EDUCAZIONE CIVICA

EDUCAZIONE CIVICA

Ieri e oggi.

Introdotta per la prima volta introdotta a scuola, nel 1958, (Decreto del Presidente della Repubblica n. 585/1958) dall’allora Ministro dell’Istruzione, Prof. Aldo Moro, l’Educazione Civica, non era una materia vera e propria, ma si stabiliva che l’insegnante di storia la spiegasse per due ore al mese, pur senza dare una valutazione sugli apprendimenti dei suoi allievi.

In essa sede furono messi per iscritto anche i programmi che prevedevano, come macro-argomenti, i lineamenti essenziali della Costituzione, i diritti e i doveri dei cittadini, il lavoro e la sua organizzazione e tutela, le organizzazioni sociali di fronte allo Stato, le nozioni generali sull’ordinamento dello Stato, i principi della cooperazione internazionale.

Aldo Moro

Nel febbraio 1979, per decisione del ministro Mario Pedini, l’Educazione civica diventò nuovamente materia di insegnamento, affidata al consiglio di classe, ma solo per le classi terze della scuola media. Qualche anno più tardi, nel 1985, la ministra Franca Falcucci estese la disciplina alla scuola primaria, accanto a Storia e Geografia: in quell’anno furono riscritti i programmi disciplinari, ai cui vertici figurava proprio l’educazione alla convivenza democratica, costruita sui valori riconosciuti universalmente dalla Costituzione, che diventava, secondo questa nuova formulazione, una specie di prerequisito e un obiettivo comune di tutte le materie insegnate alle scuole elementari.

Nelle premesse del suo D.P.R. n. 585/1958, promulgato dall’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, il Min. Aldo Moro affermava: “L’Educazione Civica si propone di soddisfare l’esigenza che tra Scuola e Vita si creino rapporti di mutua collaborazione.

Giovanni Gronchi

L’opinione pubblica avverte imperiosamente, seppur confusamente, l’esigenza che la Vita venga a fecondare la cultura scolastica, e che la Scuola acquisti nuova virtù espansiva, aprendosi verso le forme e le strutture della Vita associata. La Scuola, a buon diritto, si pone come coscienza dei valori da trasmettere e da promuovere, tra i quali acquistano rilievo quelli sociali, che essa deve accogliere nel suo dominio culturale e critico”.

Sapere cosa è la Costituzione, (la legge fondamentale dello Stato), che tutti dovrebbero sapere a memoria, e praticare, apprezzarne la sua bellezza, realizzare cosa essa comunica alla collettività, rende il cittadino più avveduto e consapevole dei suoi diritti, dei suoi doveri, sapendo riconoscere, per tempo, il sano rapporto da impostare con il prossimo (Famiglia, Scuola Stato, Istituzioni Comunitarie, Organizzazioni Internazionali, Mondo), con l’ambiente e con gli organi delle Istituzioni civili e militari. E’ sulla scia di queste essenziali esigenze del vivere civile che riaffiora all’orizzonte della scuola la tanto agognata Educazione civica, quale breviario morale, che deve istillare negli allievi dei comportamenti virtuosi (un “catechismo”, scrisse, a suo tempo, Galli della Loggia) e per la quale il cittadino, apprendendone i suoi contenuti, divenga co-protagonista dello sviluppo di civiltà del Paese, interagendo attivamente nella gestione del sistema Stato, assumendosi le responsabilità della propria condotta, improntata sulla Legalità e rispetto delle regole (negli ultimi tempi sempre più esecrabile da parte di frange di giovani senza regole) – e pretendendo che i diritti di tutti vengano rispettati.

Con decreto legge n. 137/2008, l’Educazione Civica si è poi trasformata in Cittadinanza e Costituzione, e introdotta nel piano dell’offerta formativa (PTOF) di tutti gli istituti di ogni ordine e grado. 

La scuola italiana ha subìto, nel tempo, trasformazioni notevoli e dolorose. Tuttavia, essa continua a rappresentare il perno centrale intorno a cui scolpire l’identità dei giovani, e su cui insistere ad investire, con credo, sensibilità, passione civile e competenza, perché i suoi attori avanzino nel loro, non semplice, compito fondamentale di formare individui tali da esser chiamati cittadini.

LEGGE 20 agosto 2019, n. 92 .

Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.

Princìpi

1. L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.

2. L’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei princìpi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

[Art. …]

Sviluppo sostenibile

Tre gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica figurano: 1. lo studio della Costituzione, 2. lo sviluppo sostenibile, 3. la cittadinanza digitale. In particolare, con riferimento alla Costituzione, studentesse e studenti approfondiranno lo studio della nostra Carta costituzionale e delle principali leggi nazionali e internazionali. L’obiettivo sarà quello di fornire loro gli strumenti per conoscere i propri diritti e doveri, di formare cittadini responsabili e attivi che partecipino pienamente e con consapevolezza alla vita civica, culturale e sociale della loro comunità;

Cittadinanza digitale

Per lo sviluppo sostenibile, alunne e alunni saranno formati su educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Rientreranno in questo asse anche l’educazione alla salute, la tutela dei beni comuni, principi di protezione civile. La sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento; infine in merito a Cittadinanza digitale, a studentesse e studenti saranno dati gli strumenti per utilizzare consapevolmente e responsabilmente i nuovi mezzi di comunicazione e gli strumenti digitali. In un’ottica di sviluppo del pensiero critico, sensibilizzazione rispetto ai possibili rischi connessi all’uso dei social media e alla navigazione in Rete, contrasto del linguaggio dell’odio.